La Confraternita oggi
Attualmente la Confraternita del Gonfalone è retta secondo lo statuto generale delle Confraternite dell'Arcidiocesi di Genova approvato nel 2005. Conta quasi duecento confratelli e consorelle, la cui presenza è fondamentale per la cura e l'apertura dell'Oratorio.
Lo spirito di carità anima tuttora molti dei confratelli, che contribuiscono alle opere di manutenzione dell'Oratorio, partecipano ad adozioni a distanza e si impegnano in prima persona in diverse attività di volontariato e assistenza. La loro presenza garantisce l'apertura dell'Oratorio nei giorni festivi da maggio a settembre e nel periodo natalizio.
Le attività principali
La Confraternita svolge propriamente attività di culto, con due momenti principali nel corso dell'anno:
Festa della Natività della Madonna
Celebrata la domenica più vicina all'8 settembre, preceduta da una settimana di funzioni religiose. Si conclude con l'estrazione della lotteria — un tempo il "lotto" era un fazzoletto o un gallo donato dai confratelli.
Commemorazione dei Defunti
Una delle tradizioni più radicate, che affonda le radici nelle origini "disciplinanti" del sodalizio. I confratelli accompagnano i defunti nel loro ultimo viaggio, secondo una tradizione plurisecolare.
La divisa
In onore della Beata Vergine, la "divisa" dei confratelli è costituita da un sacco bianco (per la verginità della Madonna) e da una mantellina azzurra. Il cappuccio — oggi non più in uso — serviva in origine sia a proteggere dai contagi coloro che operavano nell'antico ospedale, sia a rendere "uguali" i confratelli nascondendone il volto, specialmente durante l'accompagnamento dei defunti al camposanto.
Sacco bianco · Mantellina azzurra
La divisa tradizionale dei confratelli del Gonfalone. Il fiocco attuale evoca la frusta dei "disciplinanti" delle origini. I mantelletti di raso, taffettà o damasco di seta azzurra — con galloni in oro lamellare — confezionati tra il Settecento e il Novecento sono oltre una trentina.
Il patrimonio tessile e le insegne
L'Oratorio conserva oltre trenta mantelletti ("tabarri") di raso, taffettà o damasco, tutti di seta azzurra con galloni a telaio in oro lamellare, confezionati tra il Settecento e il Novecento. Una decina di placche d'argento sbalzato e cesellato del pieno Ottocento con lo stemma della Confraternita erano appuntate sul mantelletto dai confratelli che ricoprivano cariche.
San Clemente Martire e il Santo patrono
La domenica successiva alla festa patronale è ricordato San Clemente martire, le cui spoglie sono custodite nell'Oratorio. La comunità di Voltaggio riconosce come patrono del paese San Giovanni Battista De Rossi, nato a Voltaggio nel 1698 e canonizzato dalla Chiesa cattolica. La sua statua processionale, opera ottocentesca di Angelo Marcenaro, è custodita nella navata.
Il ruolo delle confraternite nel territorio
È importante sottolineare il ruolo che le confraternite hanno svolto — e continuano a svolgere — nella conservazione di usanze e tradizioni che esprimono fede e pietà popolare. La Confraternita del Gonfalone è tra le più antiche di Voltaggio; le altre due attive sono quella di San Giovanni Battista e quella di Sant'Antonio (fondata nel 1695).